Farmaci e salute

Confesso, a ogni “morsa del gelo” di provare un piccolo brivido sadico nei confronti di chi lo vive tragicamente, quel magnifico gelo, quella utile neve, (“sotto la neve il pane”, proverbio contadino).
Vivendo, da anni, prevalentemente in campagna, mi sono reso conto che la rimozione della natura, ovvero della realtà materiale a vantaggio della realtà artificiale, è tanto diffusa da rendere incomprensibili a moltissime persone i meccanismi naturali, anche i più elementari. L’afa in estate, il gelo in inverno, e in quelle contingenze il bisogno di rallentare i ritmi
della società e assecondare quelli della natura.
Viviamo sotto il cielo, non ancora sotto una gigantesca bolla di plexiglass a temperatura costante. Non è il Truman Show, questo: è il pianeta Terra. E dunque, quando nevica, mettetevi i vestiti pesanti e se serve impugnate una pala.

Quando lo sforzo fisico aumenta si assiste a una diminuzione dell’attività nel lobo frontale del cervello. Contemporaneamente aumenta l’attività nella regione limbica centrale, il quartier generale delle emozioni. Ecco perché quando siamo fisicamente stressati siamo meno razionali e più emotivi.

Il dolore spesso genera grandi profitti. Chi non spenderebbe tutto quello che ha per smettere di soffrire? Secondo la CDC americana (Centers for Disease Control and Prevention), la vendita di oppiacei per lenire il dolore negli Stati Uniti è quadruplicata dal 1999 al 2010.
Tra questi farmaci ci sono anche la morfina e i suoi analoghi sintetizzati farmaceuticamente, dal Vicodin all’Oxycontin. La CDC stima che nel 2012 ogni 100 americani siano state fatte 82,5 prescrizioni per farmaci a base di oppioidi. E contemporaneamente sta aumentando l”utilizzo di narcotici ancora più potenti, sempre con ricetta medica. Nel 2010 ben 5 americani su 100 dai 12 anni in su si sono fatti prescrivere un antidolorifico per motivi non medici. I decessi per overdose di farmaci antidolorifici sono talmente aumentati (da 4.000 nel 1999 a più di 16.000 nel 2010) che gli antidolorifici con prescrizione adesso causano più morti dell’eroina e della cocaina messe insieme.

Tratto da Men’s Health

I segreti di Taverner, dottore dell’occulto

di Dion Fortune, 1926

 

I cristalli sono la forma più elevata del regno minerale e in quella pietra sulla scrivania c’è abbastanza intelletto da assorbire una certa quantità di carattere nel caso in cui venga sottoposta a un influsso sufficientemente forte.
Pensate alla storia del diamante Hope o di altre famose pietre preziose di cui ben sanno i collezionisti.È proprio questo sviluppo delle capacità mentali dei cristalli che viene sfruttato nella creazione di talismani e amuleti ed è il motivo per cui le pietre preziose, e subito dopo i metalli preziosi, vengono utilizzati da tempo immemorabile.

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Perché dovrei meditare?

Ho scoperto la possibilità di entrare in uno stato di coscienza diverso da quello a cui ero abituata molti anni fa. Correva l’anno 2003 e il buon Carlo Casasola, il mio primo Maestro, cercò di guidarmi in un’esperienza nuova, raccomandandomi di ripeterla a casa mia, ogni giorno, per 15 minuti. Istruzione ovviamente caduta nel vuoto, data la mia proverbiale pigrizia. Continuai comunque il mio Cammino, ma qualsiasi sentiero mistico/spirituale/religioso/marketing-aro/piennellistico io intraprendessi, inevitabilmente mi scontravo con un macigno invalicabile con l’indicazione per i più arditi: “Se vuoi andare oltre, devi meditare“. Sia mai!!
Ammetto che talvolta anche il buonsenso ha avuto la meglio sulle mie resistenze, e ci sono stati dei periodi in cui riuscivo a mantenere il mio impegno con una costanza quasi quotidiana, poi scivolata in quasi settimanale e alla fine scivolata lungo il declivio dell’oblio. Piccoli squarci di impegni rispettati che però mi facevano notare dei miglioramenti sostanziali nella qualità della mia vita.
E da qui l’illuminazione (in minuscolo ovviamente): meditare non è un’abitudine da acquisire, meditare è il modo di acquisire buone abitudini!
Così come, entrati in casa, conosciamo perfettamente la strada verso il piacere – pat pat al gatto, tolgo il cappotto, appoggio il cellulare, accendo la tv, mi butto sul divano – così gli impulsi elettrici nel cervello sanno quale percorso neuronale seguire. Sempre quello. Neurone 1, neurone 2, 3, 4, ping, divano.
Perché gli impulsi elettrici viaggiano comodi: più frequentemente una rete neuronale è attivata, minore è la fatica che si fa a riattivarla. Più un determinato circuito neuronale è attivo, più è efficace.
Più sto sul divano, più vorrei stare sul divano e più mi diventa facile arrivare al divano.
Questo concetto semplice ha un significato molto profondo legato ai neurotrasmettitori liberati dai neuroni: se l’impulso prende sempre la stessa strada, libererà sempre le stesse sostanze mantenendo vivi sempre gli stessi stati d’animo. E se vogliamo essere sinceri guardandoci negli occhi, è innegabile che l’uomo moderno sia un po’ nervosetto, teso, facile all’irritazione: le sostanze che maggiormente circolano nell’organismo sono cortisolo e adrenalina, che permettono nel breve di far fronte alle situazioni calde, nel lungo periodo portano alla cronicizzazione dello stress. Non è questa la sede per criticare il sistema in cui siamo immersi e che conduce a questa condizione, ma è il post(o) giusto per capire come interrompere le cattive abitudini: creando nuovi percorsi mentali, nuove strade che poi diventereanno senza fatica nuove abitudini.
Come? Con la meditazione. Tocca accettare che tutti i Grandi del passato avevano ragione.

 

ESERCIZIO:
Iniziamo da qualcosa di estremamente semplice. Grazie al lavoro di Emile Couè sappiamo che basta individuare una frase che vogliamo installare in noi e ripeterla 20 volte al giorno, di fila, per un periodo codificato in 20 giorni e avremo così creato un nuovo percorso neuronale pronto per essere percorso come alternativa a quelli soliti.
L’autore del motodo, da cui nascono tutte le discipline e le tecniche legate al pensiero positivo e all’autosuggestione, suggerisce una frase che contiene TUTTO: “ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”. Potete sostituirla con “io posso dimagrire”, “io posso stare meglio”, ed altri esempi del genere. Tassativamente vietato l’uso della negazione “non”.

Posologia e indicazioni per l’uso (repetita iuvant):
1 – dotarsi di un qualcosa tipo rosario
2 – sedersi o sdraiarsi, chiudere gli occhi
3 – pronunciare la frase scelta meglio se senza suono MA muovendo le labbra

 

Semina un pensiero e raccoglierai un’azione,
semina un’azione e raccoglierai un’abitudine,
semina un’abitudine e raccoglierai un carattere,
semina un carattere e raccoglierai un destino.

Vedi alla voce “Dio”, ovvero “Le parole sono importanti”

Ci sono parole difficili da usare, eppure non esiste un valido sostituto. Parole che hanno ormai nell’immaginario collettivo una precisa connotazione, magari diversa a seconda di chi la pronuncia. Dio.
Dico Dio e penso al vecchino in calzari che dall’alto delle nuvole tutto vede e tutto giudica, a tutto sovraintende. Il Dio buono dei cattolici, il Dio punitivo degli Ebrei, Allah…
Le correnti new age hanno iniziato a sostituire Dio con termini più “politically correct”: Universo, Energia, Uno, Tutto… Eppure a livello percettivo non hanno la stessa potenza della paorla DIO, soprattutto qui in Italia, dove il legame tra Chiesa & Stato si mostra secolarmente sempre più inscindibile. Lo Stato si fa Chiesa appellandosi a precetti religiosi per non emanare qualche legge laica (biotestamento, ricerca sulle staminali, matrimoni gay…) e la Chiesa si fa Stato restando ingarbugliata in eventi sporchi e terreni (pedofilia, Ior, Calvi…). E Dio ci è stato inculcato fin dalla culla, diventando un tatuaggio sulle corde vocali e sul timpano.

Vorrei spiegare qual è il significato che dò io alla parola Dio, ma spiegare Dio non è già di per sé una tautologia? O un ossimoro? Se Dio fosse spiegabile, non sarebbe Dio… Dio è infinito e non può essere contenuto in una forma.

Ad ogni modo: prendiamo una tastiera, un monitor, un case con certi componenti elettronici ed ecco un computer. Il Tutto è più della somma delle parti.
E così quando dico “Dio” intendo tutto ciò che esiste, visibile ed invisibile. Con qualcosa in più.

 

 

Vita: istruzioni per l’uso (per una ghianda felice)

Se siamo una ghianda che vuol a solo manifestare la quercia insita in sé, in che terreno cresciamo?

Già nasciamo immondi, sporcati dal peccato originale.
La metafora raccontata dalla Chiesa vuole semplicemente esplicitare il fatto che veniamo al mondo trascinandoci appresso tutte le turbe psicologiche della nostra famiglia. La storia degli avi si ripercuote sul frugoletto piangente, a partire da quei genitori che chiamano il figlio con il nome dei propri genitori, o addirittura il proprio nome, proiettando inconsciamente sul nuovo nato tutta una serie di caratteristiche. Venuto al mondo, il bimbo si ritrova vittima di una serie infinita di aspettative: genitori che sperano che realizzi i desideri e le opere che loro non sono stati in grado di compiere, un sistema educativo massificatore, nevrosi imperanti e tutto ciò senza un minimo di libretto delle istruzioni.
In che terreno cresce la ghianda? In una discarica!
La prima opera da compiere, quindi, è un’accurata bonifica del terreno, una purificazione di sé. Non esistono limiti alle risorse da mettere in campo in questa indispensabile fase. Necessario è porre l’atenzione sul risolvere le cinque ferite primarie di cui tutti siamo vittima (per saperne di più). Una terapia della psiche che può anche essere gestita autonomamente, ci sono in commercio un sacco di manuali di self-help che spiegano come ritrovare se stessi e i propri valori, la propria purezza, mondandosi dalle credenze imposte dall’esterno: famiglia, scuola, società. Ritrovare la calma e la pace abbandonando lo stress di dover raggiungere la destinazione imposta di soldi&potere.
Si rende necessario un lavoro su di sé per capire i propri gusti, per conoscere i propri sogni e bisogni, ritrovare ed esprimere il proprio carattere.

Quando la terra è purificata, la piccola ghianda inizia a spaccarsi e a cercare qualcosa d’altro.
Ci si apre a una dimensione superiore, si viene attirati verso qualcosa di rarefatto, verso il cielo azzurro e assolato che vibra fuori dalla terra.

E dopo aver camminato verso sé per quelli che paiono essere eoni, per giorni lunghi e infiniti, per anni senza fine, fatti di battaglie contro sé, di cadute continue, di frustrazioni grandi e successi piccoli, ma costanti e continui, ad un certo punto ci si ritrova senza più nulla.
Senza obiettivi, senza tensioni, senza fretta. Maestosi ci si erge alla luce del Sole. Ci si stiracchia e di fronte agli ostacoli ci si scansa senza fatica. Se una roccia blocca il percorso di crescita, l’albero non la sposta, ci gira intorno, danzando in sintonia con ciò che trova.
Non c’è più nulla da rincorrere.

Ora la vita è diventata un solo unico divino precetto: amare nella presenza.

 

Il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate: è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte.
(James Hillman, Il codice dell’anima)

Dieci stratagemmi

Fortezza Bastiani

Ho camminato girando a vuoto
senza nessuna direzione
mi tiene immobile nei limiti
l’ossessione dell’Io.

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Conforto alla vita

La sera insegna ad attendere il giorno
che arriva come sempre a chiudere i passaggi della notte

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La Magia della Luna

di Dion Fortune, 1956

Sebbene fossi una piccola socievole, desiderosa di giocare e fare amicizia, fui costretta a ripiegare in me stessa e mi fu imposta la solitudine. Questo credo sia il presupposto essenziale di ciò che accadde in seguito, perché è solo volgendosi all’interno che è possibile trovare il Percorso Interiore, e a coloro che sono destinati a quel percorso è impedito di rivolgersi all’esterno e trovare il loro posto nella vita.

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La pietra degli alchimisti

Ti voglio raccontare una storia. Un potente stregone, essendo stato cacciato dal suo villaggio, versò una pozione magica nel pozzo a cui attingevano tutti i sudditi. Chiunque avesse bevuto quell’acqua, sarebbe diventato matto. Il mattino seguente, l’intera popolazione andò ad abbeverarsi a quel pozzo e improwisamente tutti impazzirono, tranne il re che aveva nel suo castello un pozzo privato per sé e la sua famiglia e al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato per lo strano comportamento dei suoi sudditi, il sovrano promulgò una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica.
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Anime indesiderate

In questo sta la storia dell’avventura umana. Se dormiamo, ci invischiamo sotto il peso della noia, ma appena incominciamo ad uscire dal torpore per liberarci e prendere il volo, ci imbattiamo in un dolore lacerante. Hai mai visto un seme germogliare senza lacerare ciò che lo contiene? Credi forse che la forza di Vita che lo anima non conosca i dolori del parto?

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Ferro battuto

Running Against The Grain

Ho attraversato la vita inferiore
Seguendo linee per moto contrario.
Sfruttando per le mie vele
Flussi di controcorrente.
Cercando sempre le cause
Che mi hanno insegnato ad andare
Con disciplina anche contro le mie inclinazioni.
Osservo la mia condizione
Il mio prezioso ed alterno passato
Le mie bizzarre imprese
Sono mercurio colorato.

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Personalità empirica

Quando non coincide più l’immagine che hai dite
Con quello che realmente sei
E cominci a detestare i processi meccanici e i tuoi comportamenti
E poi le pene che sorpassano la gioia di vivere
Coi dispiaceri che ci porta l’esistente
Ti viene voglia di cercare spazi sconosciuti
Per allenare la tua mente a nuovi stati di coscienza

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Il Cammino Interminabile

Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi.

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